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Conversazione con Yolande Ntigahera

Sabato 18 ottobre 2008 presso il circolo culturale MATERIAoff la rappresentante legale di parmaalimenta Burundi ha parlato della situazione di insicurezza alimentare del proprio paese e degli importanti interventi che vengono ogni giorno messi in pratica grazie al contributo dei soci e di tutti i sostenitori dell’associazione parmaalimenta

Madame Yolande Ntigahera ha messo in evidenza che in Burundi l’occupazione principale è sempre stata l’agricoltura e che il paese era autosufficiente negli anni precedenti la guerra. La crisi però, che è durata oltre 15 anni, è stata causa per la popolazione della difficoltà di trovare appezzamenti di terreno da coltivare e della perdita delle capacità di produrre cibo e di nutrirsi in modo equilibrato ed ha creato un’assoluta dipendenza dall'aiuto esterno, ragione per cui la popolazione ha perso la capacità di organizzarsi e di essere autosufficiente.
Oggi la popolazione burundese è in continuo aumento ma la produzione agricola, in assenza di pratiche che ne favoriscano lo sviluppo, rimane stagnante. Inoltre, il reddito medio famigliare è insufficiente e molti fanno fatica ad avere accesso al cibo o non hanno la possibilità di acquistare gli alimenti necessari per una dieta equilibrata e varia.
Madame Yolande Ntigahera ha indicato questa situazione di insicurezza alimentare come la causa dei gravi problemi di malnutrizione che affliggono soprattutto gli anziani ed i bambini esponendoli ad un rischio maggiore di contrarre malattie. Spesso le famiglie si trovano costrette a dover utilizzare il poco reddito che hanno a disposizione per pagare le cure mediche sacrificando il denaro destinato al cibo e all’istruzione dei figli. Si innesta in questo modo il ciclo della povertà.
Interrogata sulla possibilità di intervenire per porre rimedio a questa difficile situazione che affligge milioni di persone in tutto il mondo, la rappresentante legale di parmaalimenta Burundi ha ricordato l’assoluta necessità di collaborare con la popolazione più povera per trovare con i diretti interessati le forze, le capacità e le risorse per il raggiungimento dell'autosufficienza alimentare e l'abbandono della mentalità dell'assistenza ed ha portato ad esempio le attività che lei segue ogni giorno per superare la fame di centinaia di contadine e contadini burundesi.
Attraverso la banca delle sementi parmaalimenta offre ai contadini la formazione sulla riproduzione e conservazione delle sementi e distribuisce loro sementi non ibride, che possono essere riprodotte, attrezzi agricoli, concimi e fitosanitari sotto forma di credito, da restituire alla fine della stagione produttiva. Le sementi distribuite sono sementi di varietà autoctone di prodotti ortivi che meglio si adattano al clima e al terreno, garantendo in questo modo produzioni più alte ed una maggiore distribuzione agli agricoltori. La banca delle sementi inoltre incentiva la coltivazione di alberi da frutta nella prospettiva sia di migliorare la qualità del suolo e renderlo meno soggetto a fenomeni erosivi, sia di arricchire la dieta della popolazione con importanti elementi nutritivi quali vitamine, sali minerali, zuccheri semplici.
Attraverso il microcredito invece centinaia di beneficiari vulnerabili possono avere accesso al prestito monetario necessario per avviare piccole attività che possono generare reddito per vivere, per l'istruzione e per le medicine. Il credito concesso è rotativo e questo significa che una volta restituito viene utilizzato per aiutare un altro beneficiario.
Madame Yolande ha voluto porre l’attenzione anche sul progetto Maison Parma che prevede la costruzione di un centro agroalimentare a Bujumbura di sostegno alla produzione, trasformazione, conservazione e commercializzazione dei prodotti alimentari. Il centro sarà importante perché la trasformazione dei prodotti deperibili permetterà una maggiore conservazione dei prodotti ed una maggiore disponibilità di cibo mentre lo sviluppo delle filiere corte rappresenta una strategia importante per garantire prezzi equi ed accessibili sia per i produttori che per i consumatori, contribuendo così al raggiungimento della sicurezza alimentare. La costruzione, resa possibile grazie al finanziamento dei soci di parmaalimenta e della Fondazione Cariparma che ne ha finanziato una parte, è in attesa dei permessi da parte del Ministero dei lavori Pubblici Buurndese ma a breve i lavori potranno iniziare.
La rappresentante legale ha apprezzato molto il lavoro che il territorio di Parma ha fatto, perché con pochi mezzi è stato davvero possibile ottenere grandi risultati. Oggi molti beneficiari che prima si potevano permettere di mangiare una volta ogni due giorni hanno un pasto giornaliero assicurato. Ma il lavoro da fare è ancora tanto e il Burundi si aspetta che Parma comprenda a fondo l’importanza dei progetti portati avanti dall’associazione parmaalimenta e che l’impegno teso all’autosviluppo del territorio diventi sempre maggiore.