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Perché cooperare con i paesi poveri?

Spesso quando si parla di rapporti tra paesi ricchi e poveri si parla di aiuto o solidarietà racchiudendo in queste parole la positività della nostra azione. E' tempo di distinguere o meglio di cercare di dare significato corretto alle parole usate.

In realtà solidarietà e aiuto sono parole assimilabili alla cooperazione internazionale quanto a tutti gli altri settori dell’economia, del sociale e della politica ed è necessario fare attenzione al fatto che, troppo spesso, vi sono persone che esprimono la loro solidarietà in modo univoco o addirittura ideologico. Lo stesso vale per il concetto di aiuto.

La cooperazione internazionale, invece, va definita all’interno dell’obiettivo che persegue e sicuramente oggi l’obiettivo primario di tutta la comunità mondiale è il superamento della fame e della povertà assoluta, riconoscendo ad ogni abitante della terra il diritto di vivere in salute, in modo dignitoso e in un ambiente preservato.
Per raggiungere ciò nell'anno 2000 tutti i popoli della terra ed i governi che li rappresentano hanno stretto un patto e individuato una strategia comune, operare insieme, ovvero cooperare a livello internazionale.

La cooperazione dunque riconosce in se stessa la volontà dell’azione, fatti concreti che oltrepassino le parole per attuare le promesse e gli impegni presi. E’ lo strumento più importante che abbiamo per operare insieme, paesi ricchi e poveri. Ma non è solo l'impegno dei governi, è anche l'impegno dei differenti livelli di organizzazione delle comunità umane, a partire dal singolo individuo per arrivare ad una responsabilità comune.

Cooperare per la lotta alla povertà e la difesa dell’ambiente non è solo una responsabilità verso le altre popolazioni del mondo, ma lo è anche per le nostre generazioni future.
La crisi finanziaria mondiale ci sta insegnando la stretta interconnessione che esiste tra le comunità del mondo e rende evidente come le scelte e le azioni locali si ripercuotano globalmente e viceversa.
La ricerca del bene comune per le proprie comunità di appartenenza si può fare grazie alla condivisione con “i vicini”, e grazie alla tutela per le generazioni future degli strumenti economici, sociali, politici e delle risorse naturali che ci appartengono. Solo così questi strumenti diventano mezzi di vita realmente sostenibili, intendendo per sostenibilità il fatto che tutti ne abbiano accesso, ma anche che l'accesso si estenda agli anni futuri.

Per questo la cooperazione internazionale diventa allo stesso tempo un'occasione e una necessità di sviluppo sostenibile ed equo per noi e per gli altri. L’umanità non ha modi diversi per costruire il proprio futuro se non pensare a se stessa, cooperando con gli altri per garantire all'insieme.

Oggi investire su progetti di cooperazione per la lotta alla povertà è diventato un investimento economico interessante come lo è la ricerca di mercati nuovi per i nostri prodotti manufatturieri o per i nostri servizi. Cooperare con altri vuole dire prima di tutto studiare e attivare progetti economici e sociali insieme, per il bene delle nostre comunità rafforzando il nostro tessuto sociale e le capacità delle persone in modo da accrescere i mercati economici in grado di migliorare i livelli di vita della popolazione e avere le risorse finanziarie e umane necessarie per arrivare ad una vita dignitosa per tutta la comunità, dai più vulnerabili ai più forti.

A questo proposito, ritornando a riflettere sulla crisi finanziaria ed economica mondiale e ragionando sul fatto che non è saggio affidare i soldi faticosamente risparmiati a realtà o individui che li usano per coprire debiti irrecuperabili o finte attività economiche, può essere non solo saggio ma anche innovativo cercare di investire in sistemi economici più equi e responsabili verso i diritti umani e l'ambiente. Sistemi economici equi propri dei migliori progetti di cooperazione internazionale allo sviluppo.
Quello che colpisce in questo periodo è che quando abbiamo proposto a istituzioni e persone, ad esempio, di investire i propri soldi nel microcredito per le attività agricole (e dunque economiche) di una contadina africana non abbiamo avuto sentore di una valutazione seria di questa opportunità, evidenziata invece come troppo rischiosa. Mentre le stesse realtà, invitate dalle banche ad investire i soldi per coprire o scommettere sui debiti di persone, imprese o altro, si sono subito convinte di fare un grande affare. Credo che molti nelle nostre ricche comunità abbiano in questi anni sofferto di senso di onnipotenza dimenticando scienza ed economia e abbiano così calcolato e gestito molto male i loro rischi.
Abbiamo preferito investire i nostri soldi per coprire la creazione di debito, piuttosto che investire sulle azione concrete, sulle piccole imprese che producono alimenti, oggetti, servizi, redditi e diritti per il bene comune.
Abbiamo preferito i ricchi indebitati piuttosto che i poveri operosi , condannandoli così a non avere futuro. Lo strumento della finanza che poteva diventare un seria opportunità di sviluppo per tutti ci ha invece resi tutti più poveri.

Le attività di progetti non profit a sostegno della garanzia dell’accesso economico e finanziario alle persone o popolazioni più povere possono aiutare i risparmiatori a ritrovare la volontà di credere di nuovo nella finanza come strumento efficace e concreto a sostegno del miglioramento delle condizioni di vita per tutti nel presente e nel futuro.
Certo questa consapevolezza della necessità della ricerca del bene comune non appartiene a tutti. In particolare nelle nostre società abbiamo perso l’abitudine di sentirci responsabili degli altri, attraverso le nostre scelte quotidiane, siano essi nati o immigrati nella nostra comunità d’appartenenza.
Ma sono convinta che questo tipo di responsabilità comune per la ricerca del bene e di una vita dignitosa nel rispetto dei diritti di tutti sia alla base di uno sviluppo davvero sostenibile e di un futuro di pace per le generazioni che verranno.
Parma ha bisogno degli altri territori del mondo se vuole avere mercati con i quali scambiare prodotti, servizi e cultura. Ha bisogno del suo impegno nella cooperazione internazionale per la lotta alla povertà e la salvaguardia dell’ambiente se vuole essere presente nei nuovi mercati ai quali gli altri territori europei guardano con interesse sempre maggiore.

Parmaalimenta è una impresa non profit di cooperazione internazionale nata a Parma proprio per essere strumento innovativo di un territorio che vuole stare sul piano internazionale. La nostra esperienza finanziaria ed economica è stata quella di credere di potere investire risorse nella lotta alla povertà. Facendolo in modo concreto attraverso progetti di cooperazione internazionale, in modo partecipato dal basso con la gente, attraverso il lavoro e il credito. Sviluppando progetti economici e sociali in grado di rispondere all'obiettivo primario della comunità mondiale, quello di superare la fame e la povertà assoluta.
Parmaalimenta da ormai 5 anni utilizza lo strumento della microfinanza a sostegno di attività economiche ed investe risorse umane e finanziarie. Un investimento per fare crescere non solo i territori più poveri ma anche le competenze e le capacità concrete del nostro territorio per permetterci di partecipare a pieno titolo e attivamente nei mercati internazionali alla ricerca di modelli economici innovativi di superamento della povertà assoluta e di costruzione di sistemi economici accessibili ai più poveri e dunque più equi.
Maison Parma a sostegno delle filiere agroalimentari dei contadini più poveri del Burundi è ad oggi ritenuto un laboratorio innovativo di azioni di lotta alla fame e alla povertà, ed ha per questo il riconoscimento a livello nazionale ed internazionale, dalla Commissione Europea, al nostro Ministero degli Esteri, alla FAO ed altre agenzie delle nazioni unite.

Si tratta di un progetto sul quale potere investire umanamente e finanziariamente per un futuro più responsabile. Parma è ancora timida, poco aperta e poco impegnata su questi nuovi scenari e rischia di non credere che sia possibile guardare avanti occupandosi di se stessi e degli altri lavorando insieme per cambiare in meglio il futuro di tutti.
Certo parmaalimenta non è da tutti. E' solo per chi ama affrontare i problemi, scommettere sul futuro e per chi non ha paura di cambiare la vita delle persone; insomma è per chi vuole fare la differenza con i fatti e non solo a parole.
Venite a conoscerci sicuramente abbiamo bisogno di voi!!


Per parmaalimenta il Presidente Silvia Marchelli