Azioni sul documento

60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

Il 10 dicembre 2008, si festeggiano i 60 anni della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Si tratta di una dichiarazione di principi che riporta un appello rivolto all'individuo singolo e ad ogni organizzazione sociale al fine di promuovere e garantire il rispetto per le libertà e i diritti che vi si definiscono.

Siglata a New York nel 1948, questa Carta stabilisce, per la prima volta nella storia moderna, l'universalità dei diritti, non più limitati unicamente ai paesi occidentali, ma rivolti ai popoli del mondo intero, e basati su un concetto di dignità umana intrinseca, inalienabile, ed universale.
Gli stati membri delle Nazioni Unite non furono tenuti a ratificarla, in quanto documento giuridicamente non vincolante, sebbene l'appartenenza alle Nazioni Unite venga di norma considerata un'accettazione implicita dei principi della Dichiarazione.
Va sottolineato che in base alla Carta delle Nazioni Unite gli stati membri hanno l'obbligo legale d'intervenire individualmente o congiuntamente, per promuovere il rispetto universale e l'osservanza dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali; dal 1948 in poi il posto occupato dall’ONU nel processo di legittimazione e promozione dei diritti dell’uomo è stato fondamentale.
Purtroppo l'obbligo legale non è sufficiente, e ci si rende spesso conto di quanto i diritti elencati nella Dichiarazione continuino ad essere disattesi.
Per questo motivo l’Onu, in vista del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ha chiesto a tutti i governi di identificare o creare le opportune strutture e di predisporre programmi nazionali che assicurino il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche, dei Parlamenti, delle istituzioni accademiche e culturali, degli enti locali e regionali delle scuole e della società civile nel suo insieme.
Noi di parmaalimenta vogliamo sottolineare l'importanza di uno dei diritti fondamentali che continua ad essere ignorato e che sta alla base della situazione di estrema povertà per 1,2 miliardi di persone al mondo.
Il diritto ad una alimentazione adeguata costituisce un diritto umano fondamentale, sancito con fermezza nel diritto internazionale. Ciononostante, ogni giorno una persona su 5 soffre la fame, per un totale di 800 milioni di persone affamate in tutto il mondo, e ogni anno oltre 20 milioni di persone muoiono di denutrizione e di malattie ad essa collegate.
Il diritto al cibo è stato riconosciuto fin dall'adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 1948. Esso è inscritto nelle costituzioni di oltre 20 paesi, e circa 145 paesi hanno ratificato il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali del 1966, che impone esplicitamente agli Stati firmatari di legiferare sul diritto ad una alimentazione adeguata. Il Codice Internazionale di Condotta sul Diritto Umano ad una Alimentazione Adeguata fu proposto per la prima volta alla vigilia del Vertice Mondiale sull'Alimentazione del 1996. Esso è largamente appoggiato dalle organizzazioni non governative che difendono la causa degli affamati.
Lanciamo quindi un appello perché non ci si fermi alla mera proclamazione dei diritti, ma perché vengano attuate strategie concrete per una loro effettiva tutela e promozione.