Filiere come rafforzamento degli agricoltori
Nel corso dello scorso mese la coordinatrice di parmaalimenta Burundi, Madame Yolande Ntigahera, ha partecipato ad un importante seminario di riflessione dal titolo “Il contadino burundese di fronte alla liberalizzazione e all'integrazione regionale: sfide e prospettive” organizzato a Bujumbura da alcune associazioni locali (ADISCO, FORSC, INADES FORMATION, DUSHIREHAMWE) al fine di sensibilizzare i contadini e di prepararli all'integrazione regionale.
Al seminario hanno preso parte i rappresentanti degli agricoltori burundesi, suddivisi per settori di intervento (gli agricoltori del riso, del caffè, del cotone, della palma) e le associazioni e ONG locali.
Il seminario ha posto l'attenzione sull'importanza per i produttori burundesi di partecipare al processo di integrazione regionale ma ha anche fatto riflettere i partecipanti sull'estrema necessità per i contadini di strutturarsi in confederazioni di filiera al fine di avere un ruolo efficace all'interno del sistema e per poter sopravvivere senza essere sopraffatti da questo.
Questa necessità viene già da tempo diffusa tra i contadini da parte di parmaalimenta che sta lavorando affinchè i produttori si strutturino in cooperative di filiera al fine di rafforzare le fasi della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. In questo modo infatti si renderebbe possibile un maggiore accesso a cibo qualitativamente e quantitativamente adeguato per la popolazione che si trova in condizioni di insicurezza alimentare e di sottoalimentazione, e si creerebbe una importante opportunità per la generazione di reddito.
Lo sviluppo delle filiere agroalimentari si è infatti dimostrato essere uno strumento attraverso il quale poter agire sulle dinamiche di produzione e distribuzione del cibo, perché contribuisce a creare migliori condizioni di vendita per chi produce e migliori condizioni di acquisto per chi consuma.
Attraverso la creazione di un sistema di filiere corte parmaalimenta intende inoltre valorizzare il ruolo svolto da ciascuno dei soggetti che partecipano alla produzione, trasformazione e commercializzazione del cibo, costruendo le condizioni di una vera integrazione tra questi processi, con l'obiettivo di riscrivere i rapporti tra produzione e consumo entro un quadro di equità e partecipazione.