Azioni sul documento

Haiti: l'impegno sul campo di GVC

A poco più di un mese dal terremoto che ha devastato l'isola di Haiti, abbiamo intervistato Luigi Seghezzo, dell'ong di Bologna GVC con cui parmaalimenta collabora da diverso tempo.

Haiti: l'impegno sul campo di GVC

La foto è stata scattata da Luigi Seghezzo nel corso della sua missione

A poco più di un mese dal terremoto che ha devastato l'isola di Haiti, abbiamo intervistato Luigi Seghezzo, dell'ong di Bologna GVC (Gruppo di Volontariato Civile) con cui parmaalimenta collabora da diverso tempo.
GVC era già presente sull'isola e, a seguito del sisma, ha intensificato il suo impegno. Luigi è da poco tornato da Haiti dove ha trovato una situazione difficile.

Come ha trovato la situazione al suo arrivo ad Haiti?
“Premetto che GVC era già presente sull'isola per stendere un progetto di sicurezza alimentare e ambientale binazionale da realizzare ad Haiti e Santo Domingo già approvato dalla Commissione Europea. Avevamo già una persona presente in loco, quindi dopo il terremoto ci siamo trovati subito coinvolti: abbiamo mandato altri tre cooperanti ed io sono andato per coordinare il loro lavoro.
Sono arrivato prima a Santo Domingo, perché era impossibile raggiungere direttamente Haiti. Ho incontrato rappresentanti di associazioni locali con cui eravamo già in contatto, poi ci siamo spostati a Port au Prince.
La situazione che ho trovato non era molto diversa da quella che ci veniva mostrata in televisione. Anche se la primissima emergenza era già terminata, la situazione che si presentava era apocalittica. Soprattutto a Port au Prince e nella zona a Ovest dove il 95% delle case era distrutto o pericolante; basta pensare che tutte le agenzie della Nazioni Unite sono organizzate in tende allestite nell'aeroporto che è gestito dagli Stati Uniti”.

Il loro operato è stato duramente criticato, cosa ne pensa?
“L'operato degli Stati Uniti ha sollevato critiche perché si sono concentrati nel rimettere in funzione l'aeroporto, lasciando perdere altre situazioni. Questo ha portato a dire che ci doveva essere una diverso tipo di aiuti. Ma la situazione era particolarmente grave, direi drammatica. Con il passare dei giorni la macchina degli aiuti si è messa in moto e sono state raggiunte anche le zone prima inaccessibili. Inoltre si è cercato di coinvolgere direttamente la popolazione nella distribuzione degli aiuti”.

Come sta agendo GVC in questa prima fase e quali sono le azioni che porterete avanti nel post emergenza?
“Nei primi giorni, a parte le primissime attività di emergenza in cui sono intervenuti essenzialmente i militari, abbiamo agito attraverso la distribuzione di generi di prima necessità.
GVC si è coordinato con la Protezione Civile per la distribuzione degli aiuti della nave Cavour, con generi alimentari donati da Coop Nordest, secondo un piano concordato. Le azioni si sono concentrate principalmente nella zona di Petite Goave, Grande Goave e Leogane e in due quartieri di Port au Prince. In questo momento un grande problema è quello della riabilitazione e ricostruzione di urgenza che deve contemplare un minimo di risanamento ambientale, come il ripristino della distribuzione dell’acqua potabile, della rete fognaria e la costruzione di latrine per poter permettere alla popolazione di riprendere in condizioni migliori la vita quotidiana. Un altro grave problema è causato dall'arrivo delle piogge che crea una situazione grave che si va a sommare ad una situazione già difficile: infatti, di notte la temperatura si abbassa molto e, per la paura di nuove scosse, la gente dorme fuori, anche in condizioni precarie per chi non ha a disposizione le tende.
Ci stiamo quindi organizzando per la ricostruzione di urgenza per il risanamento dei servizi di base e la messa in sicurezza delle diverse realtà in cui la gente sta vivendo. Stiamo costruendo e riparando cisterne per la raccolta di acqua e distribuendo stufe non inquinanti che funzionano con materiali di scarto.
In una fase successiva cercheremo di ricostruire una scuola danneggiata nella zona di Petite Guave”.

Come state coordinando le vostre attività con le altre realtà presenti ad Haiti?
“C'è un coordinamento quotidiano con le agenzie delle Nazioni Unite e le ong in loco, in modo da non rischiare che gli aiuti non siano totalmente efficaci. Nazioni Unite e Unione Europea hanno a messo a disposizione delle ong risorse, che sono ancora poche rispetto all'enorme lavoro che c'è da fare. In Italia la solidarietà è stata molto partecipata e molto forte. GVC fa parte del network AGIRE e la campagna messa in moto ha dato ottimi risultati. Per questo il coordinamento in loco deve essere totale e preciso per cercare di utilizzare al meglio le risorse. Anche il coordinamento delle ong italiane in loco è importante, ci sono riunioni quotidiane per cercare di muoversi insieme”.

C'è un ricordo che l'ha particolarmente colpita?
“Tra i ricordi più toccanti ci sono sicuramente le immagini di alcune scuole e orfanotrofi dove quei bambini che sono riusciti a salvarsi vivono in situazioni precarie, sotto le tende. Tra l'altro si è sentito parlare di bambini che vengono portati via illegalmente e questa è una cosa che purtroppo tutti confermano.
Un cosa particolare che mi ha toccato è stata la capacità delle associazioni di donne di mobilitarsi. La coordinatrice delle associazioni di donne di Haiti, Lise Marie, è riuscita a raggiungere Santo Domingo per incontrare le rappresentanti delle altre associazioni di donne del Centro America che si erano date appuntamento per organizzarsi. Lise Marie, commossa, ha raccontato della scomparsa di tre donne leader del movimento femminista di Haiti ed ha evidenziato bisogni e le necessità della popolazione. La cosa principiale che chiedeva era di non essere dimenticate e di non dimenticare la popolazione di Haiti. Passato questo primo momento il rischio è quello di rimanere soli e non poter contare sulla continuità degli aiuti. Le donne, attraverso le loro associazioni, hanno dimostrato di essere molto operative sul terreno anche nelle zone in cui gli aiuti difficilmente riescono ad arrivare.
Per questo GVC ha aderito a un coordinamento, di cui fanno parte anche molte associazioni di donne, decidendo di lavorare anche nel post emergenza. Inoltre, per la ricostruzione c'è da impostare un lavoro che sia compatibile con la situazione di Haiti, una zona sismica ed uno dei paesi più poveri al mondo. Già prima del terremoto la situazione della popolazione era estremamente precaria, e nella ricostruzione si dovrebbe cercare di cogliere l'occasione per risolvere alcuni problemi strutturali di Haiti”.

parmaalimenta si riconosce nel lavoro del GVC in particolar modo per quanto riguarda la collaborazione con le associazioni di donne come punto di partenza per ricominciare. Continueremo a seguire con il GVC quello che succede ad Haiti, per non dimenticare.

Per sostenere GVC è possibile fare una donazione collegandosi al sito http://www.gvc-italia.org/privati_dona_online.php  o tramite i conti:

Unicredit Banca:
IBAN: IT 80 W 02008 02460 000002629108
CODICE BIC SWIFT: UNCRITB1NT6
Causale "Emergenza Haiti"

Banca Etica:
IBAN: IT 21 A 05018 02400 000000101324
Causale "Emergenza Haiti"

Posta:
C/C 000013076401
Causale "Emergenza Haiti"