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Il Burundi abolisce la pena di morte

Bujumbura, 24 novembre 2008. Il Parlamento di Bujumbura con 90 voti a favore, 10 astenuti e nessuno contrario, ha approvato la nuova legge penale che prevede l'abolizione della pena di morte (trasformata in ergastolo), mette fine alla tortura e inserisce il reato di violenza sessuale con pena massima di 20 anni

Si tratta di un provvedimento che assume una rilevanza storica per un Paese che si avvia a completare il lento processo di democratizzazione all'interno di un'area geografica difficile.

 

La pena capitale, anche se prevista dall'ordinamento, non veniva applicata dal 1997. Lo scorso anno è stata abolita anche dal vicino Ruanda. I due Paesi cercano di rafforzare le istituzioni dopo l'atroce guerra civile che li ha colpiti dal 1994, dando attuazione alle richieste dell'Onu.

Con 105 voti a favore, 48 contro e 31 astensioni è stata infatti approvata una nuova risoluzione contro la Pena di morte e per una Moratoria Universale alla Terza Commissione, quella sui Diritti Umani, dell'Assemblea Generale dell'ONU in corso a New York.


"Si tratta di un codice penale rivoluzionario che abolisce la pena di morte per la prima volta nel Burundi e integra dispositivi di diritto internazionale contro il genocidio, i crimini contro l'umanità e di guerra, che finora non costituivano reati penali" ha spiegato il deputato, Didace Kiganahe, ex ministro della giustizia.