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La crisi alimentare mondiale non è ancora risolta

Nei giorni scorsi il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon ha ricordato in apertura di una conferenza stampa che, anche se in questi giorni non vediamo molti riferimenti dell'informazione alla crisi alimentare, in quanto offuscata dai timori che coinvolgono l'intera popolazione mondiale a livello economico, non possiamo pensare di essere usciti dalla grave situazione alimentare che si presentava negli ultimi mesi del 2008.

Ban Ki-Moon si rivolge a questa situazione con il termine di “crisi dimenticata” in quanto non ancora risolta.
Gli alti livelli delle nazioni Unite sono consapevoli che gli sforzi globali che si stanno realizzando per raggiungere uno sviluppo sostenibile, in grado di soddisfare le esigenze del presente senza compromettere le capacità delle generazioni future, sono minacciati da una vastità di ostacoli che si rafforzano a vicenda, dalla crisi alimentare, a quella finanziaria, al cambiamento climatico.
All'interno di questo contesto risulta evidente che il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio, obiettivi contro la povertà che la comunità internazionale si era preposta di raggiungere entro il 2015, è in serio pericolo. E, secondo Ban Ki-Moon sarà responsabilità della Commissione per lo Sviluppo Sostenibile fornire una risposta politica che possa contribuire alle soluzioni di queste sfide globali.
Per quanto riguarda la crisi alimentare che ha colpito in modo particolare i paesi del Sud del mondo durante lo scorso anno, i prezzi degli alimenti non accennano ad abbassarsi, anche a causa del rallentamento finanziario ed economico globale che ha contribuito a rendere la situazione ancora più difficile.
L'associazione parmaalimenta è impegnata direttamente per permettere alla popolazione burundese delle zone di azione dei propri progetti di far fronte a questa delicata situazione. Per questo motivo parmaalimenta Burundi ha siglato un accordo con la FAO relativo alla collaborazione per un intervento d'urgenza a sostegno dei gruppi familiari più vulnerabili colpiti dalla crisi alimentare.
I gruppi familiari coinvolti appartengono ai comuni di Gihosha, Kinama, Mutimbuzi, Mubimbi, Isale, Mpanda e Rugazi, che si trovano nella zona nord di Bujumbura.
Questo accordo prevede il sostegno agli agricoltori e alle agricoltrici per tutta la durata della stagione colturale B, che va dal mese di gennaio al mese di giugno 2009, a garanzia della sicurezza alimentare e della generazione di reddito.