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Libro bianco sul razzismo in Italia

Dal volume, pubblicato dall’associazione Lunaria, emerge che il razzismo nel nostro paese è un fenomeno molto attuale che viene favorito dall’atteggiamento degli attori pubblici e dai media. Preoccupate anche il crescente coinvolgimento dei giovani in episodi di razzismo

È stato pubblicato il “Libro bianco sul razzismo in Italia”, a cura dell’associazione Lunaria. Secondo gli autori, il razzismo nel nostro paese è un fenomeno quotidiano e diffuso da tempo in tutte le aree del paese ed è sempre di più visto come un fenomeno ordinario.
Non contribuisce certo a frenare questa deriva "quel processo di legittimazione culturale, politica e sociale del razzismo di cui gli attori pubblici, in particolare istituzionali, sono i principali protagonisti". Tale legittimazione, che ha richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale e delle istituzioni europee, ha alimentato e continua ad alimentare quei sentimenti diffusi di intolleranza e di ostilità che costituiscono l’humus favorevole per la proliferazione di atti e violenze razzisti.
Per quanto riguarda il mondo del lavoro, si fa riferimento al rapporto dell’Ilo, l’Agenzia per il Lavoro dell’Onu, sull’applicazione delle convenzioni e raccomandazioni internazionali, pubblicato il 6 marzo scorso, da cui emerge che l’Italia discrimina gravemente i lavoratori immigrati, le minoranze e soprattutto i rom e favorisce la diffusione di forme di intolleranza, xenofobia e razzismo, violando in tal modo la convenzione 143 sulla promozione della parità di opportunità e di trattamento dei lavoratori migranti, ratificata dall’Italia nel 1981.
Gli esperti del Comitato dell’Ilo partono dalla condizione dei migranti nel mercato del lavoro, che definiscono preoccupante e discriminante, per denunciare apertamente le “gravi violazioni dei diritti umani dei lavoratori immigrati irregolari, che comprendono maltrattamenti, salari bassi e pagati in ritardo, orari eccessivi e situazioni di lavoro schiavistico, in cui parte della paga è trattenuta dall’impresa per un posto in dormitori affollati, senza acqua né elettricità”. Il Comitato richiama il governo italiano al rispetto dei diritti dei lavoratori immigrati, “indipendentemente dal loro status”, e ricorda che esso ha il dovere di garantire anche ai lavoratori “illegali” i loro diritti, rispettando le norme su “remunerazioni, sicurezza sociale e altri benefici”.
Anche il ruolo dei media è considerato fondamentale nell’esasperazione degli atteggiamenti a carattere razzista. Nel libro bianco, la decostruzione dei pregiudizi e degli stereotipi veicolati dal discorso pubblico e dai media viene svolta grazie a un’attenta analisi del carattere performativo del linguaggio che li contraddistingue e attraverso la narrazione di otto casi esemplari delle cronache del razzismo degli ultimi due anni.
L’elemento più preoccupante dell’analisi riguarda il ruolo da protagonisti che molti giovani svolgono in episodi di razzismo, nella parte di attori o di vittime. Questo dovrebbe sollecitare le istituzioni e la società civile a guardare con maggiore attenzione i disagi, ma anche alle aspettative, dei “figli dell’immigrazione”. Dovrebbe anche suggerire il rilancio delle politiche di inclusione sociale e delle scelte necessarie da intraprendere per combattere le molteplici forme del razzismo contemporaneo.