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Morire per i farmaci: il mercato informale dei medicinali contraffatti

Il Malaria Journal ha pubblicato un articolo sul tema del mercato informale dei medicinali, prendendo spunto da un libro che ha analizzato questo fenomeno, e in modo specifico, il caso degli antimalarici in Congo, Burundi e Angola.

Il titolo del libro è “Medicines informal market in Congo, Burundi and Angola: counterfeit and sub-standard antimalarials”(Gaudiano MC, Di Maggio A, Cocchieri E, Antoniella E, Bertocchi P, Alimonti S, Valvo).
Gli autori denunciano un fenomeno di contraffazione di medicinali in espansione che sta causando gravi problemi sanitari ed economici, a scapito delle popolazioni più povere dei paesi in via di sviluppo; solo in Angola, ad esempio, i farmaci contraffatti in circolazione sono circa il 70%.
Questo mercato è caratterizzato da fornitori illegali, produzioni, distribuzioni ed importazioni insufficienti, alti costi dei medicinali bollati, contraffazione delle etichette e delle date di scadenza, scambio di medicinali.
Il traffico dei farmaci ha rimpiazzato nel crimine internazionale quello della droga; si tratta infatti di un traffico 25 volte più profittevole del commercio dell'eroina e cinque volte di più di quello delle sigarette.
Lo studio effettuato ha dimostrato che in più del 50% dei casi le medicine sono state vendute senza l'imballaggio primario originale, nel 25% dei campioni la data di scadenza non era disponibile e gli stati di immagazzinaggio erano inadeguati.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce come contraffatto un “farmaco che deliberatamente e fraudolentemente, reca false indicazioni riguardo alla sua origine e/o identità”. Esistono diverse forme di contraffazione:
i"FALSI PERFETTI", identici all'originale, ma importati mediante operazioni illecite di mercato parallelo; I "FALSI IMPERFETTI", che contengono le giuste componenti, ma non nella quantità esatta e/o non rispettano i requisiti richiesti ad es. in relazione alla scadenza o alla biodisponibilità, i "FALSI SOLO APPARENZA", che non contengono il principio attivo, quindi inutili ed infine i "FALSI CRIMINALI", che contengono addirittura sostanze nocive. A queste categorie va aggiunta quella derivata dalla manipolazione di farmaci autentici (ad esempio farmaci scaduti rimessi in commercio dopo nuova etichettatura).
La potenziale pericolosità di un farmaco contraffatto riguarda il principio attivo, gli eccipienti ed il confezionamento. Chiaramente un farmaco,che non contiene il principio attivo è sicuramente inutile, ma anche estremamente dannoso si vedano i casi degli anticoncezionali placebo in Brasile, degli antimalarici senza principio attivo in Cambogia ed in Africa ed i falsi vaccini per la meningite in Niger.
Esiste inoltre una pericolosità legata alla cattiva conservazione, esempio lampante è rappresentato dalla catena del freddo, indispensabile per conservare l'efficacia di molti vaccini.
Il traffico dei farmaci illeciti in Africa esiste fin dagli anni '80, ma ora ha assunto proporzioni mondiali enormi. Attraverso internet il traffico estremamente pericoloso dei farmaci falsi ha superato le frontiere dell'Africa per diventare un problema internazionale. La contraffazione dei farmaci è un vasto mercato che dà molti profitti, valutati a più di 32 miliardi di dollari all'anno. I primi beneficiari sono i gruppi mafiosi internazionali, poi gli importatori e infine i piccoli venditori dei mercatini: per loro è pane quotidiano.
In Africa il commercio illegale dei farmaci sulla strada è un flagello: la popolazione continua a comprare i farmaci per strada perché meno cari, ingannata dai falsi imballaggi e dalle false etichette, rischiando più di quanto si aspetti.