Parma, FAO e Burundi per Maison Parma
Nel mese di novembre una delegazione di Parma, insieme al rappresentante del governo del Burundi, ha partecipato a due incontri presso la sede della FAO a Roma con una rappresentanza dell'organizzazione internazionale composta da esperti tra i più importanti ed rappresentativi al mondo nella lotta alla fame e alla povertà
Una delegazione costutita dalla Presidente di parmaalimenta, Silvia Marchelli, e da rappresentanti di Comune e Provincia di Parma, insieme a Monsieur Léopold Ndayisaba ambasciatore del Burundi in rappresentanza del governo burundese in Italia, è stata ricevuta il 5 novembre scorso, e succcessivamente il 26, presso la sede della FAO da Maurizio Malogioglio e Paola Castelgrande, responsabili del Programma FAO di Cooperazione Decentrata Italia-FAO, alla presenza inoltre di un gruppo di esperti internazionali.
Oggetto dell’incontro è stata la presentazione del progetto “Maison Parma” per il quale l’Agenzia della Nazioni Unite ha espresso pieno consenso ed interesse, in particolare per la validità del modello di cooperazione individuato. Particolare attenzione è stata data alla capacità dimostrata dal territorio di organizzarsi in partenariato per una strategia comune di lotta alla fame e povertà.
L'idea di sostenere la creazione di filiere agroalimentari corte, partecipate dalla popolazione locale, è stata giudicata di particolare efficacia anche per la possibilità del modello “Maison Parma” di spingersi oltre la fase della semplice produzione, prevedendo anche quelle della trasformazione, conservazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.
Gli incontri hanno anche avuto lo scopo per i tre sogetti coinvolti di discutere le modalità di una possibile collaborazione, il ruolo di ognuno all'interno di questa, e le possibilità di cofinanziamento delle attività del progetto.