Un centro agroalimentare per un mercato più equo: Maison Parma
Il centro Maison Parma realizzato in Burundi da Parmaalimenta lavora per garantire un prezzo equo ai produttori agricoli e la popolazione più povera nell'ambito della lotta alla povertà
Parma, 14 ottobre 2011 - Le fluttuazioni dei prezzi, in particolare quelle al rialzo, rappresentano la maggiore minaccia alla sicurezza alimentare nei paesi in via di sviluppo. I più colpiti sono i poveri. Secondo la Banca mondiale, nel biennio 2010-2011 l’aumento dei costi degli alimenti ha spinto quasi 70 milioni di persone nella povertà estrema.
Riconoscendo che le oscillazioni dei prezzi degli alimenti rappresentano una grave minaccia per le popolazioni e i paesi più poveri al mondo, la FAO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, ha intitolato la Giornata mondiale dell’alimentazione 2011 “Prezzi degli alimenti - dalla crisi alla stabilità”.
Secondo la FAO la stabilità del mercato dei prodotti alimentari dipende da maggiori investimenti in agricoltura, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dove vive il 98% di chi soffre la fame, e dove la produzione alimentare deve raddoppiare entro il 2050 per nutrire una popolazione in aumento. Investimenti in infrastrutture, sistemi di marketing, servizi di divulgazione e comunicazione, istruzione, ricerca e sviluppo sono elementi che possono aumentare l’approvvigionamento di cibo e migliorare il funzionamento dei mercati agricoli locali, con il risultato di ridurre la volatilità dei prezzi.
Per sostenere gli agricoltori nel loro percorso verso l'autosviluppo, l'associazione Parmaalimenta, operativa in Burundi dal 2004, porta avanti una cooperazione di tipo economico fondata sull'idea che il superamento della povertà avvenga attraverso il sostegno ad attività concrete e autosostenibili.
Sulla base di questa idea, l'associazione ha realizzato in Burundi “Maison Parma”, un'impresa non profit che dal 2010 opera a sostegno della sicurezza alimentare e della generazione di reddito della popolazione burundese con l'obiettivo di sviluppare le filiere agroalimentari per garantire una produzione migliore dal punto di vista qualitativo e quantitativo in modo da ottenere un prezzo equo per chi produce e per chi consuma.
Si tratta di un centro agroalimentare nella zona nord di Bujumbura, ideato come un centro di servizi per gli agricoltori della zona, con il fine di trasmettere competenze nell'ambito della produzione, trasformazione, conservazione e vendita degli alimenti promuovendo le competenze e le capacità del nostro territorio nel campo agroalimentare.
Attualmente Maison Parma condivide le proprie attività con 133 produttori di riso, 100 produttori di manioca e 128 produttori di ortofrutta, raggruppati in pre-cooperative di filiera.
“Maison Parma è un luogo concreto di progettazione e attività che diventa volano di idee, ricerche e applicazioni sul campo nell’ambito della lotta alla povertà in vista del raggiungimento degli obiettivi del millennio per il superamento della fame e della povertà assoluta nel mondo – ha dichiarato la presidente di Parmaalimenta, Silvia Marchelli - è un progetto in continua crescita, che ha ottenuto risultati concreti ed tangibili: nell'ultimo anno, ad esempio, i risicoltori membri di Maison Parma hanno aumentato la propria produzione del 25%, grazie al sostegno offerto loro tramite il microcredito e gli input agricoli, le perdite dovute ad una cattiva conservazione della produzione si sono ridotte, gli agricoltori hanno ottenuto prezzi migliori grazie alla conservazione dei prodotti negli hangar del centro agroalimentare e alla vendita sul mercato in momenti favorevoli.
Maison Parma è un progetto portato avanti con la collaborazione delle amministrazioni e associazioni locali Burundesi. È, inoltre, un progetto replicabile in altre realtà e contribuisce all'internazionalizzazione del nostro territorio: voluto e finanziato dal territorio di Parma e da Fondazione Cariparma è ad oggi sostenuto anche da nuovi partner istituzionali anche a livello internazionale quali FAO Roma e Burundi, Regione Emilia Romagna, Regione francese dei Paesi della Loira, Governo del Burundi e Presidenza del Consiglio dei Ministri all'interno della ripartizione dei fondi derivanti dall'otto per mille”.
Riconoscendo che le oscillazioni dei prezzi degli alimenti rappresentano una grave minaccia per le popolazioni e i paesi più poveri al mondo, la FAO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, ha intitolato la Giornata mondiale dell’alimentazione 2011 “Prezzi degli alimenti - dalla crisi alla stabilità”.
Secondo la FAO la stabilità del mercato dei prodotti alimentari dipende da maggiori investimenti in agricoltura, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dove vive il 98% di chi soffre la fame, e dove la produzione alimentare deve raddoppiare entro il 2050 per nutrire una popolazione in aumento. Investimenti in infrastrutture, sistemi di marketing, servizi di divulgazione e comunicazione, istruzione, ricerca e sviluppo sono elementi che possono aumentare l’approvvigionamento di cibo e migliorare il funzionamento dei mercati agricoli locali, con il risultato di ridurre la volatilità dei prezzi.
Per sostenere gli agricoltori nel loro percorso verso l'autosviluppo, l'associazione Parmaalimenta, operativa in Burundi dal 2004, porta avanti una cooperazione di tipo economico fondata sull'idea che il superamento della povertà avvenga attraverso il sostegno ad attività concrete e autosostenibili.
Sulla base di questa idea, l'associazione ha realizzato in Burundi “Maison Parma”, un'impresa non profit che dal 2010 opera a sostegno della sicurezza alimentare e della generazione di reddito della popolazione burundese con l'obiettivo di sviluppare le filiere agroalimentari per garantire una produzione migliore dal punto di vista qualitativo e quantitativo in modo da ottenere un prezzo equo per chi produce e per chi consuma.
Si tratta di un centro agroalimentare nella zona nord di Bujumbura, ideato come un centro di servizi per gli agricoltori della zona, con il fine di trasmettere competenze nell'ambito della produzione, trasformazione, conservazione e vendita degli alimenti promuovendo le competenze e le capacità del nostro territorio nel campo agroalimentare.
Attualmente Maison Parma condivide le proprie attività con 133 produttori di riso, 100 produttori di manioca e 128 produttori di ortofrutta, raggruppati in pre-cooperative di filiera.
“Maison Parma è un luogo concreto di progettazione e attività che diventa volano di idee, ricerche e applicazioni sul campo nell’ambito della lotta alla povertà in vista del raggiungimento degli obiettivi del millennio per il superamento della fame e della povertà assoluta nel mondo – ha dichiarato la presidente di Parmaalimenta, Silvia Marchelli - è un progetto in continua crescita, che ha ottenuto risultati concreti ed tangibili: nell'ultimo anno, ad esempio, i risicoltori membri di Maison Parma hanno aumentato la propria produzione del 25%, grazie al sostegno offerto loro tramite il microcredito e gli input agricoli, le perdite dovute ad una cattiva conservazione della produzione si sono ridotte, gli agricoltori hanno ottenuto prezzi migliori grazie alla conservazione dei prodotti negli hangar del centro agroalimentare e alla vendita sul mercato in momenti favorevoli.
Maison Parma è un progetto portato avanti con la collaborazione delle amministrazioni e associazioni locali Burundesi. È, inoltre, un progetto replicabile in altre realtà e contribuisce all'internazionalizzazione del nostro territorio: voluto e finanziato dal territorio di Parma e da Fondazione Cariparma è ad oggi sostenuto anche da nuovi partner istituzionali anche a livello internazionale quali FAO Roma e Burundi, Regione Emilia Romagna, Regione francese dei Paesi della Loira, Governo del Burundi e Presidenza del Consiglio dei Ministri all'interno della ripartizione dei fondi derivanti dall'otto per mille”.